/ Documentari

Nel Nome di Antea

Durata: 77
Status: Pronto
Nazionalità: Italia
Data di uscita: 2018

SINOSSI

Quando un paese entra in guerra, a cosa va incontro il suo patrimonio artistico?

Vale la pena rischiare la propria vita per salvare un’opera d’arte dalla distruzione?

Due famosi ritratti della pittura italiana raccontano come, insieme a migliaia di altri capolavori, uscirono indenni dalla seconda guerra mondiale. Il salvataggio fu messo in atto da un pugno di giovani funzionari italiani delle Belle Arti, il cui coraggio e dedizione sono rimasti nell’ombra fino a pochi anni or sono. All’inizio protessero le opere dai bombardamenti nascondendole in luoghi sicuri, distanti dalle città in cui la guerra seminava morte e devastava chiese, palazzi storici e monumenti; poi, dopo l’armistizio, con pochissimi mezzi e a rischio della propria vita cercarono di metterle al riparo dall’avanzare della linea del fronte e da possibili razzie.

Molti sono stati gli umili eroi di questa fuga per la salvezza, che si è svolta incessante dietro le quinte del conflitto. Qui si racconta di Pasquale Rotondi, che in due rifugi nelle Marche mise in salvo migliaia di opere del Nord Italia; di funzionari ministeriali come Lavagnino, Argan, Lazzari, che quando nessun posto in Italia era più sicuro, pur privati di ogni incarico dal nuovo governo della RSI riuscirono a ricoverarne una parte all’interno del Vaticano; dell’odissea delle opere d’arte napoletane, portate via da Montecassino dove erano nascoste poco prima che l’abbazia venisse rasa al suolo; dei capolavori dei musei fiorentini, trafugati dai nazisti e recuperati prima che passassero il confine; di due giovani studiose, Palma Bucarelli e Fernanda Wittgens, che unendo competenza e sprezzo del pericolo salvarono i capolavori loro affidati; infine, dei tentativi di restaurare ciò che sembrava irrimediabilmente perduto.

Anche se non tutto si è salvato, è grazie a loro che possiamo ancora ammirare e mostrare al mondo i Caravaggio, i Giorgione, i Raffaello. Il generale Clark disse che fare la guerra in Italia era come combattere in “un maledetto museo”. Quel museo è sopravvissuto, e se da un lato continua a raccontare la storia della nostra identità, dall’altro trasmette immutato a chiunque venga a visitarlo nei musei e nelle piazze italiane il valore universale della bellezza.

CAST TECNICO

 
Regia Massimo Martella
Sceneggiatura Massimo Martella
Fotografia Paolo Ferrari
Montaggio Angelo Musciagna
Musiche originali Alessandra Celletti
Voci Letizia Ciampa

Massimo Wertmuller

Roberto De Francesco
Montaggio del suono Marco Furlani
Mixage Roberto Cappannelli
Grafic design e visual effect Luigi Cammuca

CAST ARTISTICO

con

Giovanna Rotondi Terminiello

Don Germano Savelli

e con l'amichevole partecipazione di

Anna Ferruzzo

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