NOTE DI REGIA:
«Mentre giravo La Nostra Quarantena ho sentito parlare delle iniziative dell'associazione Arc che da anni si batte in Sardegna per i diritti glbt e mi ha incuriosito la parola Queeresima. Quaranta giorni di attività sul territorio sardo volte a sensibilizzare il cittadino su tematiche riguardanti l'omosessualità, le malattie sessualmente trasmissibili, l'omofobia, che culmina con una fiaccolata per le vie della città. Nella Quaresima i Frati Cappuccini del convento di S. Ignazio invece attraverso la preghiera e l'aiuto concreto, tutti i giorni sostengono famiglie intere e persone che hanno perso la fiducia in loro stessi e nel prossimo, avvicinandoli a Dio attraverso il silenzio. Da questo l'idea di raccontare un'Italia sotterranea, un luogo di confronto fatto da due entità ben definite. Mi sono trovato di fronte una "Chiesa" nuova e una "società" nuova. A partire dalla raccolta di numerose interviste, dibattiti, soprattutto incontri pubblici e privati, ho affrontato questo film come un viaggio, ho scavato all'interno della vita segreta e le passioni di questi individui. Ho trovato una nuova idea di democrazia».

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