Vittorio, Adolfo e Luciano sono amici da quando frequentavano l'accademia d'arte drammatica negli anni del dopoguerra. Poi le loro strade si sono divise: Adolfo se ne è andato in Brasile dove come attore ha ottenuto un grande successo; Vittorio, rimasto in Italia, è diventato un divo del cinema e del teatro; Luciano, regista e autore di teatro, impegnato politicamente nel partito comunista, fa il critico, il giornalista e lo studioso. Adolfo, sentendo la nostalgia dell'Italia e dei suoi amici, manda un telegramma a Vittorio e Luciano preannunciando il suo ritorno. Durante il viaggio egli ripercorre mentalmente la vita trascorsa con i suoi compagni sognando di riformare il gruppo e riprendere la vita di prima. Ma sia Vittorio che Luciano non sono quelli di una volta: pur accettando l'attuale situazione sentono che essa non è la vera realtà; gli appelli di un vecchio amico, Luca, rinchiuso in una casa di salute, sono per loro il richiamo all'autenticità che cercano. Quando tutti e tre si ritrovano, durante una lunga discussione, capiscono che qualcosa si è spezzato fra di loro. L'arrivo di Luca tronca sul nascere una lite.

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